San Francesco in meditazione: un quadro di Francisco de Zurbaran

Francisco de Zurbaran

Fuentes de Canto 1598 - Madrid 1664

Zurbaran inizia come apprendista nella città di Siviglia dove conosce Pacheco e diventa amico di Velasquez. Nei primi anni di attività vive a Llerena, ma nel 1626 riceve un primo importante incarico a Siviglia: dipingere il ciclo di San Pablo El Real.
Nel 1629 si stabilisce a Siviglia dove lavora per la cattedrale e per diversi ordini religiosi (francescani, domenicani e certosini). Nel 1634 viene invitato per volontà di Velasquez a partecipare alla decorazione del Salon de Reinos del Buen Retiro con una serie di pitture sul mito di Ercole.
Tornato a Siviglia Zurbaran esegue le opere più importanti di tutta la sua carriera: i dipinti della certosa di Jerez e quelli della sacrestia della chiesa dei gerolamini di Guadalupe. A partire dal 1640 riceve numerosi incarichi per le chiese dell'America spagnola.
Zurbaran, fino alla morte, vive in condizioni economiche precarie. Pittore dell'anima, egli accosta alla spiritualità francescana un naturalismo umile e devozionale. La luce, nella pittura di Zurbaran, è l'elemento fondamentale per raggiungere momenti di profondo misticismo.

San Francesco in meditazione

Olio su tela
cm 123.5 x 89

Zurbaran oggi. Nuovi documenti, opere nuove.
II poverello d'Assisi, vestito di un semplice saio senza mantello e con il cappello molto appuntito dei cappuccini, sembra profondamente assorto in meditazione sul "fine ultimo dell'uomo" evocato attraverso il teschio che egli contempla, verosimilmente senza vederlo, assorto totalmente in una visione interiore. Il fondo a sinistra quasi nero si schiarisce sul pavimento e soprattutto nella parte destra violentemente chiara.
Questa illuminazione brutale, tipica delle opere della giovinezza, crea delle ombre profonde e molto accentuate sulla superficie della tonaca trattata con tonalità di beiges che vanno dal quasi avorio sulle spaccature delle pieghe ad un bruno molto scuro nelle parti in controluce. Si ritrovano le medesime tonalità sul volume rilegato di cuoio chiaro caduto ai piedi del Santo. Il viso, magnifico, scompare nell'ombra del cappuccio ed annuncia lo sconvolgente viso del San Francesco in estasi della National Gallery di Londra, con il vivo bagliore laterale che illumina di un tocco bianco la punta del naso.
Ritrovato in Inghilterra, questo dipinto sarebbe potuto appartenere alla galleria spagnola di Luigi Filippo: un'opera con lo stesso soggetto e dalle dimensioni leggermente inferiori, non ritrovata tuttora, potrebbe corrispondere a questo dipinto. L'opera è senza dubbio contemporanea al San Francesco firmato e datato 1632 della collezione Shaw a Buenos Aires.

(Traduzione della scheda della Dr. Odile Delenda del Wildenstein Institute di Parigi pubblicata su Archivio Hispalense, numero speciale per il IV centenario della nascita di Zurbaran.) La Dr. Odile Delenda includerà il dipinto nella prossima monografia che sarà pubblicata a cura del Wildenstein Institute.